Accordi e ricezioni tra espressioni artistiche dalla differente materialità - II tempo
Rassegna gratuita di seminari
Piccolo Formato presenta:
Il mercoledì alle 19.30 presso Piccolo Formato, via Marsala 20/a, Bologna.
Incontri gratuiti ed aperti al pubblico sino ad esaurimento posti.
L’esigenza di dedicare dei momenti d’incontro e di approfondimento alle interferenze tra la fotografia e vari ambiti disciplinari è nata una sera d’inverno quando a Piccolo Formato abbiamo sentito di voler prenderci un po’ di tempo per riflettere sui temi che condividiamo, ci appassionano e desideriamo ora comunicare anche a voi.
Il secondo passo è stato pensare chi avremmo voluto invitare, gli amici che nel corso del tempo sono stati validi interlocutori, specialisti, studiosi curiosi e briosi quanto basta per esplorare insieme i temi più intriganti, a volte ostici, ma sempre ricchi di stimoli.
Quando li abbiamo trovati, con sorpresa ci siamo accorti che il desiderio era reciproco: indagare e illustrare il flusso di infiltrazioni e scambi di invenzioni tra storie a fumetti e scene filmiche, tra episodi del collezionismo fotografico e strategie del display, tra viaggi fotografici e passi letterari.
Da che cosa si partirà? Dalle migrazioni di idee e dai rimandi intercorsi e in atto tra fotografia, cinema, letteratura, museologia, storia dell’editoria e della grafica, arte contemporanea, psicologia, urbanistica e architettura, semiotica e moda.
Abbiamo costruito una rassegna dove troverete le voci e i volti di chi ha studiato tali sconfinamenti, alterazioni ed equilibri. Si creerà un groviglio, un puzzle, un cortocircuito? Forse! I Passaggi FotoTematici vi accompagneranno su panoramiche post-disciplinari e trasversali, con immersioni in una miriade di fotografie, paesaggi sonori, proiezioni video, filmati e racconti.
Intendiamo offrirvi una piattaforma di scambio ad ampio raggio tra relatori, esperti delle immagini e tutti voi che vorrete partecipare agli incontri: appuntamenti settimanali e gratuiti, ad iniziare dal 16 settembre fino alle vacanze natalizie.
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Michele Fadda, docente di Storia del Cinema Nordamericano all’Università di Bologna, interverrà sul tema:
Una questione di spazio: il caso Gregg Toland nella storia del cinema.
La descrizione:
Gregg Toland, il grande direttore della fotografia di Quarto potere di Orson Welles,è certamente il nome oggetto di maggiore attenzione negli studi dedicati agli operatori che hanno fatto la fortuna del cinema hollywoodiano classico. Non a caso, del resto: è attraverso il suo occhio che la dimensione del panfocus diventa parte integrante della prospettiva spaziale nelle opere non solo di Welles, ma di John Ford e William Wyler. Tuttavia, come spesso accade, attorno al suo mito si consuma più di un equivoco. Il seminario tenterà quindi di rivedere Toland per ripensare la dialettica necessaria tra regista e cameraman, e riflettere sul particolare significato delle poetiche dello spazio racchiuse nella dimensione – insieme limpida e ambigua – della classicità filmica, giunta a un certo stadio della sua storia. In un percorso nel quale valutare, ancora una volta, lo specifico stesso della fotografia e del cinema, nel loro naturale intersecarsi.
Il relatore:
Michele Fadda insegna cinema al Dams di Bologna. Ha pubblicato i volumi Scritture del visibile. Itinerari del “vedere” e del “dire” tra cinema e letteratura (Roma, 2004), Il cinema contemporaneo. Caratteri e fenomenologia (Bologna, 2009) e curato studi sull’animazione americana, sui generi classici a Hollywood, su Takeshi Kitano e su Monte Hellman.
Anna Lo Vecchio, dottoranda di ricerca e storica della fotografia – Università di Bologna, interverrà sul tema:
Fare Mondi. Le declinazioni del fotografico nell’ultima Biennale di Venezia.
La descrizione:
I rapporti fra la fotografia e la Biennale di Venezia scorrono su canali sotterranei. Dalla seconda metà del Novecento la fotografia alimenta la Biennale senza avere un premio dedicato, uno spazio istituzionale, un riconoscimento ufficiale. Eppure è sempre presente e continua a contaminare le pratiche artistiche contemporanee.
Nell’ultima Biennale di Venezia, curata da Daniel Birnbaum e intitolata “Fare mondi – Making Worlds”, il fotografico ritorna in tutta la trasversalità, ribadendo la natura inafferrabile della sua identità e confermandosi il medium artistico più idoneo a soddisfare le pulsioni contraddittorie dell’arte contemporanea.
La relatrice:
Anna Lovecchio è dottoranda di ricerca in Storia dell’Arte Contemporanea presso il Dipartimento di Arti Visive dell’Università di Bologna. Ha conseguito un Master in Art History and Curatorial Studies presso Tufts University (Boston, USA). È caporedattrice di “Around Photography International” e fondatrice di Radice Quadrata, un collettivo impegnato nella produzione e sperimentazione di pratiche artistiche e curatoriali, con il quale sta portando avanti il progetto A bassa risoluzione. Esperimenti spaziali nella città.
Elisa Poli, critica e storica dell'architettura, dialogherà con EMANUELE PICCARDO, direttore di Archphoto, sul tema:
Fotografia:il racconto dell'architettura.
La descrizione:
L’incontro si svilupperà sotto forma di dialogo tra Emanuele Piccardo, architetto-fotografo, direttore della rivista Archphoto, ed Elisa Poli, critica d’architettura, intorno al tema del racconto per immagini. La storia dell’architettura del XX secolo è stata largamente influenzata dallo strumento della fotografia che, progressivamente, ha acquisito un’importanza strategica nel riconoscimento dei valori estetici degli edifici. Le due discipline si sono mutuamente ispirate dando luogo anche a corto circuiti espressivi. Nell’epoca del purovisibilismo anche l’architettura raccoglie, attraverso la stretta sinergia con la fotografia, la sfida nei confronti dell’estetica dell’apparire. I due relatori condurranno una riflessione sul ruolo della fotografia nel campo dell’architettura contemporanea utilizzando alcuni esempi significativi nella storia del Novecento.
La relatrice:
Elisa Poli è dottore di ricerca in storia dell’architettura ed insegna Estetica presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Ferrara. Nel suo percorso di ricerca indaga le relazioni tra arte contemporanea, sociologia, architettura e urbanistica. Nella pratica curatoriale predilige progetti che sviluppino i processi di relazione tra i vari agenti della scena metropolitana capaci di instaurare forme di rigenerazione urbana sia spontanea sia veicolata. Il suo ultimo progetto B-city riguarda le strategie d’intervento – effimere e semi-permanenti – nella rete infrastrutturale di Bologna. Collabora con diverse riviste di architettura. Dal 2009 coordina per LaPillola400 di Bologna un progetto sulle pratiche artistiche contemporanee.
Il relatore:
Emanuele Piccardo (Genova, 1972). Architetto, fotografo, critico di architettura. Pone al centro della sua riflessione teorica il fabbisogno di architettura nella società contemporanea attraverso l'uso delle arti visive e le azioni con e per le comunità. Sue fotografie sono conservate presso il MAXXI Architettura e la Bibliothéque Nationale de France a Parigi. Fonda nel 2002 insieme a Luca Mori la rivista digitale di architettura Archphoto.it, sul rapporto tra l'architettura e le arti visive. Nel 2003 insieme a Luisa Siotto costituisce l'associazione culturale plug_in.laboratorio di architettura e arti multimediali. Un laboratorio per la costruzione di una cultura contemporanea che dal 2007 è anche casa editrice ed editore di Archphoto.
Ferdinando Amigoni, docente di Letterature Comparate all’Università di Bologna, interverrà sul tema:
Perec e il nibbio: la fotografia in "W o il ricordo d'infanzia"
La descrizione:
Nel 1969 Georges Perec decide di scrivere la sua autobiografia, ovvero di realizzare un progetto che - lui stesso dichiara a più riprese - risale alla sua decisione di dedicarsi alla scrittura. Scrivere la propria storia si rivela però, assai presto, del tutto impossibile: privo di ricordi d'infanzia, Perec non riesce neppure a scalfire il bianco della pagina che sembra resistere a qualsiasi tentativo di simbolizzazione. "Da dove cominciare? Quasi come un ultimo, disperato tentativo, ho finito per trovare, in mezzo ai miei dossier, un album di foto da cui ho tolto le 7 più vecchie" - ci narra Perec su un quaderno di appunti, in una nota datata "2 agosto 1970" - "Le ho esaminate a lungo, ingrandendo persino qualche particolare con un contafili, poi sono andato a guardare l'atletica alla televisione". E invero la parte obliquamente autobiografica di "W o il ricordo d'infanzia" sembra trovare un punto di partenza proprio nella descrizione maniacalmente precisa di alcune foto. "Quest'autobiografia dell'infanzia è stata realizzata partendo da descrizioni di foto, da fotografie che servivano da intermediari, da strumenti di avvicinamento a una realtà di cui sostenevo non possedere il ricordo" - dichiara nel corso di un'intervista, quattro anni dopo la pubblicazione di "W" - "Attraverso questa minuziosità nella scomposizione, qualcosa viene rivelato".
Il relatore:
Ferdinando Amigoni insegna Letterature Comparate nell'Università di Bologna. Ha pubblicato La più semplice macchina. Lettura freudiana del «Pasticciaccio» (Il Mulino, 1995), Il modo mimetico-realistico (Laterza, 2001), Fantasmi nel Novecento (Bollati Boringhieri, 2004), e ha curato, con Vanessa Pietrantonio, Crocevia dei sogni. Dalla «Nouvelle Revue de Psychanalyse» (Le Monnier, 2004), e con Silvia Albertazzi, Guardare oltre. Letteratura, fotografia e altri territori (Meltemi, 2008).
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Elvira Vannini, critica d’arte e curatrice indipendente, dottoranda di ricerca - Università di Bologna, interverrà sul tema:
Talking about Biennials. Politica, globalizzazione, modelli di curatorship.
La descrizione:
Le manifestazioni internazionali su larga scala e le Biennali cosiddette periferiche o 'postcoloniali' proliferano, in modo esponenziale, in tutto il mondo. Si succedono a cadenza regolare ormai da un decennio. Come sono cambiati i format espositivi? Hanno ambizioni geopolitiche? Possono denunciare il processo di globalizzazione avviato dall'impero - il nuovo ordine mondiale capitalistico, delle economie neoliberiste? Quali scenari culturali tracciano? Può ancora il sistema Biennale decostruire le storie, le politiche, le narrazioni istituzionali e riflettere sui modelli espositivi?
“Perché il paradigma della rappresentazione può non funzionare nella politica, nelle forme di espressione artistica e in particolare nella produzione di opere che impiegano la fotografia e il video?” così Maurizio Lazzarato, riflettendo sulle teorie del documentario e dell’informazione capitalista dai primi anni ‘90 fino ai movimenti post-Seattle, sostiene come le immagini in movimento non rappresentino semplicemente qualcosa ma contribuiscono a far sì che quel qualcosa possa accadere. Indagando i rapporti tra pratiche artistiche e attivismo culturale si ripercorrerà l’emergenza delle Biennali asiatiche di Taipei e Gwangju e le ultime Biennali politiche di Istanbul e Tirana attraverso un report di parole e immagini.
La relatrice:
Elvira Vannini è storico dell'arte, critico e curatore indipendente. Diplomata alla Scuola di Specializzazione in Storia dell'Arte Contemporanea, attualmente svolge un Dottorato di Ricerca in Storia dell'Arte presso il Dipartimento Arti Visive dell'Università degli studi Bologna. Si occupa di Display e storia delle Esposizioni, di relazioni tra pratiche artistiche e istanze attiviste di resistenza culturale, di implicazioni globali nell’arte oggi. È stata autrice e co-conduttrice di uno spazio radiofonico dedicato all'arte contemporanea, trasmesso dalle frequenze di ''Radio Città del Capo'' - Popolare Network. Nel 2006 ha vinto il premio per giovani curatori Borsa Arte Giovane di Genova con la mostra Every Revolution is a throw of dice. Tra i suoi recenti progetti: Everybody talks about the weather. We don’t (NABA; Nuova Accademia Belle Arti, Milano) SAME DEMOCRACY Pratiche artistiche e curatoriali nell’era dell’open source culture (neon>camponase, Bologna).
Edo Chieregato, curatore di Canicola e docente di Fumetto contemporaneo all’Accademia di Belle Arti di Bologna,
+ Andrea Bruno, disegnatore e autore di fumetti,
+ Maria Vittoria Spissu, storica dell’arte – DAV, Università di Bologna, dialogheranno sul tema:
Dentro Canicola. Dall’ideazione al montaggio della rivista, come si fabbrica e come funziona la miscela di storie per immagini di china.
La descrizione:
Che c’entra una storica dell’arte, che studia i pittori eterodossi, di fronda, inquieti di 500 anni fa’ attraverso incisioni e stampe, con il fumetto? Come c’entra il fumetto in un discorso intorno alla fotografia e alla percezione del tempo? Salterà davvero fuori il caso di un fumettista che ha sul desktop le immagini in movimento da cinema cupo e piovoso? E le sue chine come si ispirano e cosa tracciano delle storie ungheresi del regista Béla Tarr? C’è la rivista e il suo curatore: ci spiegherà che cosa intendeva, cioè quali sono state le intenzioni, dietro al passaggio da “progetto di gruppo” a “progetto di area”? L’incontro metterà in relazione programmaticamente rizomatica le tavole di Andrea Bruno con il suo immaginario artistico, ascoltandone il sismografo espressivo, cercando di decifrarne significative costellazioni a livello di tecniche, contenuti e tonalità. L’incontro vuole mettere al centro, dispiegata sfogliata la rivista, Canicola, capire l’esperienza aurorale della fondazione, i propositi (messi a segno), l’alchimia della produzione che miscela autori dalle variabili sensibilità, ormai proiettati in una dimensione di collaborazioni internazionale.
I tre relatori:
Edo Chieregato è tra gli animatori di Hamelin associazione culturale e di BilBOlbul - Festival internazionale di fumetto. Docente di Fumetto contemporaneo all'Accademia di Belle Arti di Bologna. Ha scritto articoli o collaborato con le riviste "Lo straniero", "Schizzo", "Mano", "Inguine mah!gazine", "Black", "Hamelin", e scritto storie per Michelangelo Setola pubblicate su "Canicola", "Orang", "De Brakke Hond" e "Strapazin". Curatore con Liliana Cupido di Canicola.
Andrea Bruno scrive e disegna storie a fumetti. I suoi lavori sono apparsi su numerose riviste e antologie italiane e internazionali, tra le altre: "Schizzo", "Mano", "Black", "Lollabrigida", "Nonzi", "Le cheval sans tête", "Plaque","Strapazin", "Babel", "Rosetta", "Forresten", "De Brakke Hond". Ha pubblicato l'albo Black Indian Ink (Centro Fumetto Andrea Pazienza, 1999; Amok, 2000), la raccolta di disegni Disapperarer (Coconino Press, 2001) e, insieme a Luca Bonanno, Irriducibili (Megaton, 2004) che contiene i suoi primi racconti a fumetti, Brodo di niente (Canicola, 2007). Nel 2000 ha ricevuto il premio Attilio Micheluzzi "Nuove strade" al Napoli Comicon e il premio "Lo straniero". Ha esposto in diverse mostre in Italia e all'estero (Lucerna, San Pietroburgo, Buenos Aires). Pubblica Sabato tregua (Canicola, 2009), in mostra alla Galleria Miomao di Perugia.
M. Vittoria Spissu è storica delle immagini, oltre la Scuola di Specializzazione in Storia dell’Arte, prosegue con il dottorato di ricerca in Storia dell’Arte Moderna presso il Dipartimento delle Arti Visive (Università di Bologna). Già professore a contratto presso la Facoltà di Economia di Rimini (CLEMST), è tutor per la Laurea Magistrale in Storia e conservazione delle opere d'arte di Ravenna. Si occupa di artisti eccentrici europei del XVI sec. in una prospettiva mediterranea, attraverso agganci archivistici alla storia sociale, economica e politica, e secondo una visione comparata che ricostruisce travasi scambi e rielaborazioni di iconografie e stili. Ha curato la prima edizione della Rassegna I Passaggi Foto_Tematici per Piccolo Formato – Centro di Fotografia, Bologna, per cui tiene lezioni sulla Stampa (in Camera Oscura) come Opera d’Arte e sperimenta letture di analogie metaforiche tra fotografia (BN), fumetto e cinema.
Elio Grazioli, critico d'arte, docente di Teoria e storia della fotografia all’Università di Bergamo, direttore artistico di Fotografia Europea, interverrà sul tema:
Dentro Fotografia Europea. Pensieri strumenti e concrezioni fotografiche scovati nella camera del suo direttore artistico.
La descrizione:
[…] Il fatto è che non so bene cosa scrivere di particolare né ho ancora deciso bene cosa dire e fare. Quello che penso possa essere interessante è spiegare come nasce ogni edizione – di FOTOGRAFIA EUROPEA (n.d.r) - , come lavoriamo per realizzarla, come è impostata, che cosa ci proponiamo. Punto cruciale è inoltre la concezione del catalogo e degli eventi che si svolgono nei giorni immediatamente seguenti all'inaugurazione, che diventi uno strumento autonomo di studio anche al di là della manifestazione. Quello che a me preme poi è mostrare il percorso che si disegna attraverso le 3 edizioni che ho curato e dunque quale idea di fotografia vi si profila. Per far questo preparerò una selezione di immagini che hanno segnato ciascuna edizione. Per il resto mi metterò a disposizione per rispondere a domande, richieste, curiosità, osservazioni...
Il relatore:
Elio Grazioli, critico d'arte contemporanea, insegna Storia dell'arte contemporanea e Teoria e storia della fotografia all'Università di Bergamo e Storia dell'arte contemporanea all'Accademia di Belle Arti di Bergamo. E’ direttore artistico di "Fotografia Europea", Reggio Emilia. Tra le mostre recenti curate: "Ugo Mulas: dentro la fotografia", Man, Museo d'arte della provincia di Nuoro, 2005; "La polvere nell'arte", spazio Assab One, Milano, 2005; "Collezionismi", spazio Assab One, Milano, 2007; "Dal movimento all'emozione", Palazzo della Provincia, Pordenone; "Immagine la vita", Spazio Gerra, Reggio Emilia, 2008. Ha pubblicato i libri "Corpo e figura umana nella fotografia" (1998), "Arte e pubblicità" (2001), "La polvere nell'arte" (2004), "Piero Manzoni" (2007). E' codirettore della collana monografica semestrale "Riga" (Marcos y Marcos, ed., Milano) - di cui ha curato direttamente i numeri dedicati a Marcel Duchamp (1993), Italia (1995), Alberto Giacometti (1996), Pablo Picasso (1996), Italia 2 (2000), Alberto Arbasino (2001), Constantin Brancusi (2001), Francis Picabia (2003), Kurt Schwitters (2009).
L’Immagine di del II tempo della rassegna è di Andrea Bruno, www.blackindianink.com, tratta da Cinema Zenit, in Canicola n.6, autunno 2008.
I Passaggi_Fototematici e’ un progetto a cura di:
Maria Vittoria Spissu
Comunicazione e Ufficio Stampa:
Laura De Marco
l.demarco@piccoloformato.it - 328 3383634
Coordinamento tecnico:
Roberto Alfano
Progetto grafico:
Studio No Bologna
Hanno collaborato:
Christian Di Giandomenico, Andrea Margelli, Giorgio Porcheddu
Media partners:
Radio Citta’ del Capo, Asia Bologna, Studio No
Si ringraziano per la preziosa collaborazione tutti i relatori che hanno preso parte al I e al II tempo della rassegna.
In collaborazione con: