accordi e ricezioni tra espressioni artistiche dalla differente materialità - I tempo
Rassegna gratuita di seminari
Piccolo Formato presenta:
Il mercoledì alle 19.30 presso Piccolo Formato, via Marsala 20/a, Bologna.
Incontri gratuiti ed aperti al pubblico sino ad esaurimento posti.
L’esigenza di dedicare dei momenti d’incontro e di approfondimento alle interferenze tra la fotografia e vari ambiti disciplinari è nata una sera d’inverno quando a Piccolo Formato abbiamo sentito di voler prenderci un po’ di tempo per riflettere sui temi che condividiamo, ci appassionano e desideriamo ora comunicare anche a voi.
Il secondo passo è stato pensare chi avremmo voluto invitare, gli amici che nel corso del tempo sono stati validi interlocutori, specialisti, studiosi curiosi e briosi quanto basta per esplorare insieme i temi più intriganti, a volte ostici, ma sempre ricchi di stimoli.
Quando li abbiamo trovati, con sorpresa ci siamo accorti che il desiderio era reciproco: indagare e illustrare il flusso di infiltrazioni e scambi di invenzioni tra storie a fumetti e scene filmiche, tra episodi del collezionismo fotografico e strategie del display, tra viaggi fotografici e passi letterari.
Da che cosa si partirà? Dalle migrazioni di idee e dai rimandi intercorsi e in atto tra fotografia, cinema, letteratura, museologia, storia dell’editoria e della grafica, arte contemporanea, psicologia, urbanistica e architettura, semiotica e moda.
Abbiamo costruito una rassegna dove troverete le voci e i volti di chi ha studiato tali sconfinamenti, alterazioni ed equilibri. Si creerà un groviglio, un puzzle, un cortocircuito? Forse! I Passaggi FotoTematici vi accompagneranno su panoramiche post-disciplinari e trasversali, con immersioni in una miriade di fotografie, paesaggi sonori, proiezioni video, filmati e racconti.
Intendiamo offrirvi una piattaforma di scambio ad ampio raggio tra relatori, esperti delle immagini e tutti voi che vorrete partecipare agli incontri: appuntamenti settimanali e gratuiti, ad iniziare dal 16 settembre fino alle vacanze natalizie.
Scarica la locandina di settembre-ottobre in versione pdf
Bruno Di Marino, studioso di sperimentazione audiovisiva presso la UTIU di Roma, presenterà Pose in Movimento. Fotografia e Cinema (Bollati Boringhieri 2009).
Rinaldo Censi (docente di storia e filologia del cinema presso l'Università di Pavia) ne discuterà con l'autore.
Durante l’incontro verrà proiettata una selezione di video sull’argomento.
Descrizione:
Mettere a confronto fotografia e cinema può sembrare un esercizio quasi scontato, dal momento che si tratta di due arti strettamente legate tra loro. Un film rimane pur sempre un insieme di fotografie (24 al secondo) che, proiettate nel tempo, producono nell’occhio dello spettatore l’illusione del movimento.
Pose in Movimento. Fotografia e Cinema è forse la prima sistematica analisi sul complesso e articolato rapporto che si instaura tra la fotografia, il fotogramma e il film nonché – più in generale – sull’interferenza tra immagine fissa e immagine in movimento. Dalla cronofotografia di Marey e Muybridge fino al digitale, dagli esperimenti dell’avanguardia ai film composti unicamente di istantanee, dal fermo immagine alla foto di scena e di set, dalla fotografia narrativa alla rappresentazione dell’atto fotografico sul grande schermo, questo saggio tenta di mettere sinteticamente a fuoco i nodi teorici, estetici e tecnologici di un’affascinante e infinita relazione che ha inizio prima ancora della nascita del cinema.
Ma il volume – che consta di circa 200 pagine ed è articolato in 9 capitoli - è anche un testo ricco di approfondimenti su fotografi/cineasti e artisti che lavorano con la fotografia narrativa. Tra gli autori analizzati: William Klein, Chris Marker, Agnès Varda, Raymond Depardon, Stanley Kubrick, Henri Cartier-Bresson, Paolo Gioli, Pierre Coulibeuf, Wim Wenders, Abbas Kiarostami, Larry Clark, Richard Kern, Robert Frank, Joahn van der Keuken, Gregory Crewdson, Cindy Sherman, Duane Michaels e molti altri.
Pose in Movimento. Fotografia e Cinema fa parte della collana “Nuova Cultura” e sarà disponibile nelle librerie a partire dal 19 giugno 2009.
L'autore:
Bruno Di Marino, ricercatore in discipline dello spettacolo presso la UTIU di Roma e studioso dell’immagine in movimento, da vent’anni si occupa in particolare di sperimentazione audiovisiva. Tra i volumi da lui scritti o curati ricordiamo: Animania - 100 anni di esperimenti nel cinema d’animazione (Il Castoro, Milano 1998); Sguardo inconscio azione. Il cinema sperimentale e underground a Roma (1965-1975) (Lithos, Roma 1999); Clip! - 20 anni di musica in video (1981-2001) (Castelvecchi, Roma 2001); L’ultimo fotogramma. I finali del cinema (Editori Riuniti, Roma 2001); Interferenze dello sguardo. La sperimentazione audiovisiva tra analogico e digitale (Bulzoni, Roma 2002); Studio Azzurro - Tracce, sguardi e altri pensieri (Feltrinelli, Milano 2007). Suoi saggi sono stati pubblicati in Francia, Belgio, Portogallo, Ungheria, Germania, Russia, Giappone e Cina. Vive e lavora a Roma.
Michele Smargiassi, giornalista per La Repubblica, presenterà Un’autentica bugia. La fotografia, il vero, il falso (Contrasto 2009).
Massimiliano Panarari (docente di analisi del linguaggio politico presso l'Università di Modena e Reggio Emilia) ne discuterà con l'autore.
Descrizione:
Con pochi click del mouse chiunque può trasformare le proprie fantasie in un’immagine che "sembra una fotografia". Ma è giusto dire che i superpoteri di Photoshop hanno inaugurato l'"era del sospetto"?
Questo libro ha due bersagli polemici: gli apologeti della "rivoluzione digitale", i nostalgici dell'"immacolata percezione". Talvolta sono le stesse persone.
Questo libro nasce da una riflessione sull'aforisma di un grande fotografo, Lewis Hine: "La fotografia non sa mentire, ma i bugiardi sanno fotografare".
La fotografia ha sempre "mentito" perché non può fare altro, perché il processo di trasposizione della realtà in un’'imagine bidimensionale glielo impone, perché la sua fabbricazione richiede una lunga catena di scelte, ognuna delle quali ne modifica la trama e il senso.
L'era di Photoshop mette semplicemente alla portata di tutti, e rende evidente, quel che la fotografia ha sempre saputo fare: deformare la realtà. Consapevolmente, o involontariamente.
Questo libro percorre avanti e indietro la storia della fotografia (quella analogica e quella numerica) per raccontare, attraverso centinaia di esempi che compongono un vero e proprio “"anuale di autodifesa" del consumatore di immagini, quando, dove, come e perché la fotografia ha sempre "mentito"; e quanto, come e perché la società le ha creduto.
Questo libro tuttavia ama la fotografia e non si rassegna alla sua condanna a morte per mendacio. Questo libro è convinto che la fotografia, grazie al dono che la rende unica nella storia delle immagini prodotte dall’uomo (la sua capacità di prelevare calchi delle apparenze del mondo visibile) sia ancora capace di cogliere e trasmettere informazioni preziose sulla realtà, di esserne ancora un potente testimone. Ma lo potrà fare solo se il consumatore di immagini deporrà le sue ingenuità e stipulerà con il sistema della fotografia un nuovo "patto di veridicità condizionata".
Questo libro vorrebbe salvare la fotografia - sincera mentitrice, bugia autentica - dai baratri opposti della dannazione e dalla santificazione.
Un’autentica bugia. La fotografia, il vero, il falso, Contrasto editore, 350 pagine, euro 19.90, 2009.
L'autore:
Michele Smargiassi è giornalista per La Repubblica. Da anni si occupa di storia e cultura della fotografia con articoli, conferenze, mostre. Tra i suoi scritti: Donne di questo mondo in collaborazione con Uliano Lucas (Diabasis), Lo specchio d’inchiostro (Artioli) e il saggio La famiglia foto-genica negli Annali della Storia d’Italia Einaudi.
Federica Muzzarelli, docente di fotografia e cultura visuale presso l'Università di Bologna, presenterà L´immagine del desiderio. Fotografia di moda tra arte e comunicazione (Bruno Mondadori 2009).
Claudio Marra (docente di storia della fotografia presso l'Università di Bologna) ne discuterà con l'autrice.
Descrizione:
Moda e fotografia sono territori che si sviluppano in osmosi, attingendo l'uno dall'altro suggestioni e idee capaci di alimentare l'immaginario collettivo e influenzare comportamenti sociali, cultura visuale e ricerca artistica. Seguendo l'intrecciarsi di questi mondi, l'autrice racconta i percorsi dell´immagine di moda attraverso l´individuazione di idee chiave che da sempre appartengono all'identità e alla filosofia del fotografico: il recupero della memoria tra album di famiglia e modalità snapshot, il voyeurismo e il gossip divistico, la fuga fantastica nelle dimensioni filmica e teatrale.
Una ricognizione ampia e trasversale in grado di cogliere quegli incroci tra arte, moda e fotografia che costituiscono lo scenario della nostra contemporaneità.
L'autrice:
Federica Muzzarelli insegna fotografia e cultura visuale presso l'Università di Bologna. Tra le sue pubblicazioni: Formato tessera. Storia arte e idee in photomatic (Bruno Mondadori 2003); Le origini contemporanee della fotografia. Esperienze e prospettive delle pratiche ottocentesche (Quinlan 2007); Il corpo e l'azione. Donne e fotografia tra otto e novecento (Atlante 2007); Breve storia della fotografia manicomiale, in AA.VV., Nonostante la vostra cortese ospitalità. Fotografia e disagio mentale oggi (Quinlan 2009); Viaggi e vacanze. La fotografia del tempo libero (Bup 2009), Femmes Photographes. Emancipation et Performance 1850-1940, Hazan, Parigi 2009.
Scarica il pieghevole di ottobre in versione pdf
Silvia Urbini, storica dell'arte presso l'Università di Bologna, interverrà sul tema:
Mappature tra Classico e Fantastico: Reportage fotografici nella memoria e nella realtà da Aby Warburg a oggi.
Descrizione:
Lo storico della cultura Aby Warburg (Amburgo 1866-1929) ci ha lasciato in eredità due importanti progetti legati alla fotografia, dove propone metodi e solleva suggestioni ancora attuali: l’Atlante della Memoria e il reportage di un viaggio in Arizona presso gli indiani Pueblo. L’Atlante della Memoria, o Mnemosyne, è un insieme di circa 60 grandi tavole di cotone nero sulle quali Warburg disponeva documenti visivi dalle origine disparate: immagini antiche e contemporanee, fotografie, ritagli di giornale, pubblicità ecc. Warburg intendeva visualizzare la trasmigrazione delle immagini del Pathos dall’antichità al mondo moderno, cioè descrivere la migrazione delle forme espressive attraverso la storia delle rappresentazioni. L’Atlante di Warburg è una storia dell’arte senza testo. Per questo il montaggio delle immagini fotografiche e le associazioni mentali di Warburg sono al contempo scientifiche e misteriose, sono un tentativo di organizzazione del caos, e quindi un esorcismo. La memoria dei modelli classici/fantastici e apollinei/dionisiaci ricostruita da Warburg è un filo rosso che giunge fino al nostro contemporaneo, e che ritroviamo in situazioni culturali spiazzanti ed eteroclite, in modo circolare e al contempo magico. Così anche il reportage fotografico del viaggio del 1895 in Arizona, partendo dalle tecniche della fotografia etnografica del tempo, va oltre, e rivela un’esperienza di frontiera: in termini disciplinari, personali, geografici. Dove le fotografie “sono delle potenze intermedie tra la coscienza e la realtà”.
L'autrice:
Silvia Urbini, storica dell'arte, ha insegnato Storia della critica, Storia del Collezionismo e Storia del Libro illustrato a stampa presso la Scuola di Specializzazione in Storia dell'Arte dell'Università di Bologna. Il suo impegno è rivolto innanzitutto allo studio dei metodi della ricerca storico-artistica e al tentativo di costruire percorsi di lavoro basati sull'intreccio di saperi. Nel settore dell'illustrazione libraria ha attribuito diverse illustrazioni ad artisti rinascimentali e studiato la storia dei libri di divinazione. Si occupa attualmente del rapporto fra il romanzo del XIX secolo, gli studi e i gusti storico-artistici del tempo.
Antonella Huber, docente di Museologia e Museografia presso l'Università di Bologna, interverrà sul tema:
L'uso della fotografia nella pratica del mostrare.
Descrizione:
La fotografia è un'espansione della visione (Moholy-Nagy), ovvero è un procedimento per rivelare all'occhio quello che non è in grado di cogliere da solo. In questo senso, la fotografia cambia lo sguardo. Tale trasformazione dello sguardo moltiplica le possibilità di fare arte e di vedere l'arte. La mostra, anche quella "semplicemente" documentaria, può essere considerata uno strumento per riportare la bidimensionalità (della fotografia ma anche della fruizione) alla tridimensionalità (sia del soggetto fotografato che dell'esperienza della visione). Attraverso l'analisi di un'ampia fenomenologia di esposizioni, il seminario si propone di affrontare il tema della messa in mostra della fotografia. Risulterà chiaro che i procedimenti di allestimento possono essere estremamente diversi e una serie di esempi mostrerà la pluralità di approcci, rivelando tra l'altro come la «quadrizzazione» della fotografia, che si accompagna al grande formato, avvenga tardi nell'uso della fotografia, e propriamente quando questa entra nel mondo della mostra (e nel mercato) dell'arte.
L'autrice:
Antonella Huber è docente di Museologia e Museografia presso la Scuola di Specializzazione in Storia dell’Arte dell’Università di Bologna e presso la Facoltà di Architettura di Alghero. Le sue ricerche riflettono sulle pratiche e i modelli adottati nella costruzione dello spazio espositivo, in particolare, sulle pratiche espositive più significative del Novecento, sul display come espressione autoriale e sul museo come fonte di ispirazione per l'artista contemporaneo. Tra le pubblicazioni si segnalano: M. Lupano e A. Huber (a cura di), Giovanni Maciocco: Architecture, Environment and Beyond, Skira, Milano 2007; I musei dell'ipoconsumo. La ritirata della GAM, in "Gomorra - territori e culture della metropoli contemporanea", anno IV, n. 7, 2004, pp. 108 - 111; Il Museo italiano. La trasformazione di spazi storici in spazi espositivi. Attualità dell'esperienza italiana degli anni '50, Lybra Immagine, Milano 1997; Tra i seminari curati si segnalano: L´arte del display. Allestimenti esemplari nella storia della fotografia fino alla contemporaneità, Festival di Fotografia Europea 2009, Università di Modena e Reggio Emilia, con la relazione: "Espandere la visione" e Pratiche espositive nel Novecento e nell’attualità. Architettura dei musei, arte del display e comunicazione visuale, con l'intervento: "Forme museografiche e arte del display", Dipartimento Arti Visive, Bologna 2007.
Ferdinando Amigoni, docente di Letterature Comparate presso l'Università di Bologna, interverrà sul tema:
Guardando la prosa del mondo. Luigi Ghirri e Gianni Celati.
Descrizione:
Può la fotografia salvare la scrittura dalla definitiva resa? Può indurla a non interrompere il suo flusso, a continuare a incidere il bianco della pagina, a non lasciarsi sopraffare dal silenzio? Può il fotografo aiutare lo scrittore a ritrovare uno sguardo capace di afferrare le cose? Mi sembra che queste siano le domande più pertinenti, qualora si voglia cercare di capire cosa accadde quando il percorso di Gianni Celati intersecò quello di Luigi Ghirri. Senza cose da nominare è impossibile scrivere, soprattutto per chi è convinto che scrivere non sia altro che «chiamare le cose, invocarle perché vengano a noi con i loro racconti». «Chiama le cose perché restino con te fino all'ultimo»: l’autoesortazione di Celati vale certamente in ugual misura per lo scrittore e per il fotografo.
L'autore:
Ferdinando Amigoni insegna Letterature Comparate nell'Università di Bologna. Ha pubblicato La più semplice macchina. Lettura freudiana del «Pasticciaccio» (Il Mulino, 1995), Il modo mimetico-realistico (Laterza, 2001), Fantasmi nel Novecento (Bollati Boringhieri, 2004), e ha curato, con Vanessa Pietrantonio, Crocevia dei sogni. Dalla «Nouvelle Revue de Psychanalyse» (Le Monnier, 2004), e con Silvia Albertazzi, Guardare oltre. Letteratura, fotografia e altri territori (Meltemi, 2008).
L'immagine del I tempo della rassegna viene pubblicata grazie alla gentile concessione dell'artista GianLuigi Toccafondo. L'immagine è tratta da "More cinema more Europe", Media Salles cinema d'Europa, agenzia Bozell, produzione Mixfilm Milano 1992.
I Passaggi_Fototematici e’ un progetto a cura di:
Maria Vittoria Spissu per Piccolo Formato
Comunicazione e Ufficio Stampa:
Laura De Marco
l.demarco@piccoloformato.it - 328 3383634
Coordinamento tecnico:
Roberto Alfano
Progetto grafico:
Studio No Bologna
Hanno collaborato:
Christian Di Giandomenico, Andrea Margelli, Giorgio Porcheddu
Media partners:
Radio Citta’ del Capo, Asia Bologna, Studio No.
Si ringraziano per la preziosa collaborazione tutti i relatori che partecipano alla rassegna.
In collaborazione con: